ARIA
Mi capita spesso di vedere persone in ferie che si atteggiano, muovono ed agiscono secondo gli stessi schemi dettati “dall’orario”, da quelle lancette dell’orologio che sono impostate, che non si stacca dalla routine, che si deve fare così e solo così e non da “quell’orario” biologico che l’intimo essere reclama.
Sveglia, colazione, costume, secchiello, tintarella, pranzo, tintarella, corsa, affanno, bici, veloci, veloci, veloci…
Il mio consiglio é quello di rallentare, di ascoltare quella profonda voce che supplica clemenza, che gioisce per una cosa semplice, che si sofferma a contemplare un sorriso sincero, che ascolta la musicalità del lento ondeggiare del mare, che assapora l’odore della pelle appena baciata dal sole.
Prendetevi il tempo, quel tempo, tutto il tempo per moderare il quotidiano, per riprendere le energie, per liberare la mente e gettare su un foglio l’intento per quando tornerete a casa. Fissate dei punti da raggiungere, maturando percorsi accrescitivi, studi alternativi, letture insolite, perché il vostro essere né rimarrà colpito, entusiasta e rinnovato, e sopratutto vi ringrazierà. Fidatevi, saranno le “ferie” più rigeneranti che avrete mai fatto, posizionando il concetto di ferie a tutto quell’arco di tempo di un anno dove la creatività, l’emozione, le virtù emergeranno con la stessa forza eruttiva di un vulcano.
