JACKIE JORDA
Totò diceva che i cani sono per metà angeli e per metà bambini.
Trovo questa frase appropriata per Jackie Jorda, il Labrador che vive con me da 9 anni.
Non sempre è stata facile la convivenza con lei perché ho dovuto rimettere in gioco le mie convinzioni sull’adottare un cane, trovare gli spazi da dedicarle, capire le sue inclinazioni e valorizzarle, lasciarla nel suo mondo animale pur facendo parte di una società “civile” ed in tutto questo adattarsi ho imparato, ho imparato da lei cos’è il vivere alla giornata, essere continuamente nel “qui ed ora”, svegliarsi costantemente felici e pronti per le avventure quotidiane, capire il flusso delle stagioni che mutano e le esigenze che ne seguono.
Annusare l’aria come fa lei ogni mattina quando varchiamo la soglia di casa per immergerci nella natura, masticare quell’aria perché ha il sapore di un mondo sconosciuto, a me quasi lontano, ma ricco di opportunità, ed esserne golosi.
E poi il rincorrere un bastone lanciato a fionda come fosse una brillante idea, assaggiare una lucciola nel parco meravigliandosi del gusto acre, seguire una traccia sul terreno come una scia di un aeroplano, ritrovarci in uno sguardo confuso quando nel bosco schizza la corsa di un leprotto e quella voglia di libertà mista a dolcezza che traspare dai sui occhi quando sguazza in acqua, ringraziandomi, ringraziandola.
È una seconda ombra che mai mi lascia, nemmeno nelle zone buie, presente e fisica quanto assente e leggera.
Un metronomo di anime, le nostre, un appendice del mio essere.
