CUBO DI RUBIK
C’è stato un periodo della mia vita che mi sono sentita centrifugata come il cubo di Rubik nelle mani di un ragazzino, con tutti i colori e le facce scombussolate da non riuscire a trovare la soluzione e la ricomposizione di una interezza.
Mi sono fermata a ragionare sulla struttura di questo oggetto come fosse la mia vita e sono andata a spogliarla dei vari strati per arrivare all’ossatura originaria, guardarla da vicino, riassestarla e riqualificarla.
Ho dovuto sistemare e spostare parti che mai mi sarei immaginata di muovere e collocare pezzi e forme in modo tale da creare unità, lato dopo lato, ed il cubo si è ricomposto. In questo percorso mi ha aiutato lo studio del quadrato di Heisenhower dove, in maniera molto semplice descrive le priorità, schematizzandole in: Urgente – Non urgente – Importante – Non importante. All’interno di questo quadrato si compongono quattro sotto quadrati dove disporre le azioni da eseguire: fare ora – fare dopo – fallo fare – non fare.
Ho imparato che anche nella più totale confusione esiste una metodologia che aiuta a risolvere gli indovinelli, che cataloga le azioni, che suggerisce le mosse e che il caos non è altro che uno step evolutivo.
