CONVENZIONI

“Sixsmith, salgo i gradini dello Scott Monument ogni mattina, e tutto diventa chiaro.

Vorrei poterti far vedere tutta questa luminosità… non preoccuparti, va tutto bene, va tutto così perfettamente maledettamente bene.

Capisco ora che i confini tra rumore e suono sono convenzioni. Tutti i confini sono convenzioni, in attesa di essere superate; si può superare qualunque convenzione, solo se prima si può concepire di poterlo fare. In momenti come questi, sento chiaramente battere il tuo cuore come sento il mio, e so che la separazione è un’illusione.

La mia vita si estende ben oltre i limiti di me stesso…”

All’interno di una pellicola si espandono frasi che scorrono veloci ma rimangono statiche nella memoria. Quelle frasi che diventano una presenza costante e ritmica, una smania, un prurito, un chiodo fisso quasi a sviluppare un film nel film ed un portale per un’altra dimensione. Sono quei pezzi di dialogo, stringhe di pensiero elevato che si infilano sottili nella mente diventandone il protagonista e ponendoti la domanda: e tu, cosa avresti fatto?