BIANCO E NERO

Il professore di disegno grafico della scuola d’arte Bruno Munari di Vittorio Veneto, scuola che ho frequentato, ci ripeteva come un mantra che se un logo, un progetto, un disegno funzionava in bianco e nero, funzionava anche a colori. A noi studenti sembrava una castigazione alla creatività, alla libertà di far uscire tutto quell’estro inventivo che avevamo nello zaino sotto forma di manciate di pantoni colorati pronti per essere consumati, sacrificati, sfiniti.  Per tutto l’arco del primo anno di superiori il nostro compito è stato quello di far funzionare il bianco e nero, di dare un equilibrio allo spazio e alle forme che racchiudeva andando a schiudere ed elogiare l’essenzialità della comunicazione, del messaggio puro e di arrivare dritti dritti al target finale. Efficace lezione, funziona davvero.

Complicare è facile, semplificare è difficile.
Per complicare basta aggiungere tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.
Bruno Munari