QUANTO MANCA?

Che strano il tempo, a volte cammina lento, a volte galoppa veloce, a volte ripercorre strade battute, vissute, intessute di orme, ricordi, memorie e a volte proprio si ferma, insensibile al sentimento, bloccato nell’emozione, digerito dalle avventure.

C’è un tempo ancora più strano, quello con l’andamento al contrario, si muove in avanti ma le lancette scandiscono secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi che maturano all’indietro.
Un rompicapo, un ossimoro, un contrasto.

Non è un vero conto alla rovescia quanto più un pulsare di ritorno al futuro, fatto di attiva attesa dove tutto fluisce, attento, custodito, predisposto al “quanto manca?” 
Ma prima o poi ci si accorge che non c’è nessuna aspettativa da soddisfare o da raggiungere, che non c’è mai stata nessuna partenza, nessun arrivo e nemmeno nessun viandante.
Così il tempo si allarga, muta, espande e diventa storia.