MEMORIA OLFATTIVA
La memoria è olfattiva.
Nell’arco di un millesimo di secondo una minuscola particella di odore penetrata, provoca, resuscita un mosaico fiabesco dove tanti tasselli corrono, spingono, collocano una girandola di emozione.
L’effluvio della Fontana di Trevi è un cortometraggio con la Super 8, la Giannetta agita le gocce d’acqua in piroette sinuose, io mi giravolto al lancio della vecchia lira esprimendo il desiderio, il chiacchiericcio colmo di stupore dei turisti disorientati davanti a Salvi, il profumo della pizza bianca farcita di mortadella tagliata grossa mi sbalza poi sulla Gianicolense, dove si scendevano dei gradini ripidi e si entrava nel girone del forno degli amici di famiglia dove il profumo della farina bianca invadeva le narici, le rosette calde giocavano a rotolarsi nei cesti e la pizza bianca era la merenda da portare a scuola, rigorosamente avvolta da un foglio di carta color avana.
La memoria non ha uno Spazio, vive nel presente in cui viene risvegliata dall’anima, inspiegabile, involontaria, irrazionale, gestita da quell’area del cervello limbico che pilota le emozioni, l’istinto, la sopravvivenza.
